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Nel 1981, Chögyal Namkhai Norbu, insieme a un primo gruppo di studenti, sceglie un podere nella zona dell'Amiata come primo Gar della Comunità Dzogchen; così nasce Merigar, ossia la Residenza della Montagna di Fuoco, luogo dove si riuniscono le persone interessate allo studio e alla pratica dello Dzogchen secondo gli insegnamenti del Maestro Chögyal Namkhai Norbu.

Quest'anno ricorrono quarant'anni dalla fondazione. È un traguardo importante, da ricordare, e che vogliamo celebrare nonostante, o forse a maggior ragione, in questa difficile situazione che stiamo tutti attraversando e con il nostro lutto per la scomparsa del Maestro, avvenuta ormai quasi tre anni fa, sempre vivo in noi.

La terra di Merigar e il luogo dove è stato costruito il Gönpa e il Cinerario - primi anni 80 e oggi

 

Il modo migliore per esprimere la nostra riconoscenza nei suoi confronti, per ciò che il questi lunghi anni ci ha trasmesso ed insegnato col proprio esempio, ci è sembrato quello di dimostrare concretamente quanto apprezziamo i suoi insegnamenti. 

Siamo profondamente convinti dell’immenso valore e dell’importanza che essi hanno per la nostra evoluzione, come individui e come collettività umana più consapevole, aperta, generosa e amorevole verso noi stessi e la vita che ci circonda.

 

A Merigar stiamo quindi organizzando una serie di eventi aperti a tutti e gratuiti, alcuni dei quali in collaborazione con il Comune di Arcidosso, per condividere in concreto le reciproche esperienze. Gli eventi saranno distribuiti nel corso dell’estate e avranno diversi temi: da un lato condivideremo le esperienze e le attività che da sempre ci caratterizzano, come la meditazione, lo Yantra Yoga, la Danza del Vajra e le danze gioiose Khaita, dall’altro, aspirando al reciproco arricchimento, ci apriremo alle esperienze altrui e andremo alla scoperta dei vari modi in cui la riconoscenza, l’amore e la solidarietà può declinarsi nella situazione attuale.. 

In questa fase storica, nella quale ci siamo forse accorti più che in passato della nostra condizione di incertezza, spesso causa di ansia e frustrazione, angoscia a volte, condivideremo l'esperienza della consapevolezza del respiro, della sua relazione con i nostri stati mentali e di come, attraverso il respiro, possiamo accompagnare la nostra mente verso una condizione più calma e rilassata. Condivideremo esperienze di meditazione seduta la meditazione in movimento della Danza del Vajra, per superare le ristrettezze mentali e i preconcetti, le vere gabbie in cui ci imprigioniamo, e rendere più significativa la nostra vita e quella di chi ci circonda. 

Danzeremo insieme le Khaita, le Danze Gioiose, che suscitano l’armonia nei danzatori e tra le persone che assistono, con la loro musica melodiosa e i loro movimenti aggraziati, cercando così di superare i momenti di tristezza e scoramento che ci hanno spesso accompagnato nell’anno trascorso.

Per alcuni eventi avremo graditi ospiti esponenti di altre realtà impegnate nell’aiuto e nel sostegno alle persone in varie condizioni di bisogno. 

Il 6 agosto Padre Alberto Bormolini ci parlerà del fuoco delle passioni, un fuoco divino: dall’amore passionale all’amore come servizio e compassione. Padre Alberto Bormolini è presidente della Onlus Tuttoèvita, che da anni si impegna nell’accompagnamento dei morenti, e nel sostegno a chi rimane e soffre nel lutto.

Il 27 agosto è invece previsto un incontro con il viceministro dell'ordine francescano secolare della regione Campania, il Francescano laico Antonio Aiello, che condividerà con noi il significato e la pratica dell'amore e della compassione nel mondo cristiano.

In tema di solidarietà non potrà mancare l'esperienza di A.S.I.A., la ONLUS fondata da Chögyal Namkhai Norbu che, oltre che in Italia, da anni porta aiuto e sostegno in Tibet, Nepal, Sri Lanka, Myanmar, Mongolia, India e Bhutan per conservare un patrimonio culturale e ambientale unico, promuovere processi di sviluppo sostenibile, costruire scuole, collegi di studio e ospedali. 

Cercheremo inoltre di creare incontri per condividere le esperienze di quanti, nella nostra comunità, e nella comunità Amiatina, sono impegnati come volontari nel sociale.

 

Portiamo il Maestro nel nostro cuore.

 

Possano tutti gli esseri possedere la felicità e la causa della felicità!

Possano tutti gli esseri liberarsi dalla sofferenza e dalla causa della sofferenza!

Possano tutti gli esseri non separarsi mai dalla felicità priva di sofferenza!

Possano tutti gli esseri dimorare nell’incommensurabile equa-nimità, al di là dei limiti della distanza, dell’attaccamento e dell’avversione!

 

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