Una serata che attraversa culture e tradizioni attraverso il movimento: partiremo con le vibranti danze in cerchio tibetane Gorshey, per passare alla millenaria danza classica indiana Bharata Natyam, alla sensuale danza del ventre di tradizione mediorientale, alla danza contemporanea, fino alla chiusura con le Danze Gioiose Khaita — elaborate da Chögyal Namkhai Norbu insieme ai suoi studenti per promuovere l'armonia sia nell'individuo che fra le persone e il loro ambiente.
A seguire, aperitivo al tramonto.
Ingresso aperto a tutti. Iscrizione gradita.
PROGRAMMA
Breve presentazione evento
Danze Tibetane Gorshey
Le Gorshey sono danze circolari di gruppo tipiche del Tibet e dell'area himalayana, eseguite in cerchio con movimenti semplici e ripetuti, accompagnate dal canto. Sono danze comunitarie accessibili a tutti, spesso praticate in occasione di festività e celebrazioni.
Danza del ventre "Ya Tab Tab" (2'10'') Musica Nancy Ajram | Coreografia: Natasha Priymak
La danza del ventre, conosciuta anche come belly dance, ha origini molto antiche e affonda le sue radici nelle tradizioni del Medio Oriente e del Nord Africa. Non nasce come spettacolo, ma come danza rituale e sociale, legata alla fertilità, alla femminilità e ai momenti della vita quotidiana delle donne. Nel corso dei secoli si è evoluta grazie alle influenze di diverse culture, tra cui quella egizia, ottomana e araba. Durante il XIX secolo, con l’arrivo degli europei in Oriente e le esposizioni universali, questa danza è stata “scoperta” dall’Occidente e trasformata in forma di intrattenimento. Oggi la danza del ventre è diffusa in tutto il mondo, sia come espressione artistica sia come attività per il benessere fisico, mantenendo comunque un forte legame con le sue origini culturali.
“Ya Tab Tab” è una canzone pop araba romantica e giocosa interpretata dalla cantante libanese Nancy Ajram. Il titolo stesso (“tab tab”) richiama l’idea di coccolare, accarezzare con dolcezza. In sintesi, il testo parla di una donna che si rivolge al suo amato in modo affettuoso e un po’ civettuolo, chiedendogli attenzioni e tenerezza. Quindi elementi coreo sono abbastanza romantici e fluidi, saranno tradizione egiziana e libanese (elegante, espressivo, musicale).
Danza Classica Indiana Bharata Natyam: "Alarippu" (4'30'') Musica tradizionale | Coreografia: Maresa Moglia
Il teatro danza dell’India, stile Bharata Natyam, è una danza classica millenaria tramandata da maestro a discepolo fino a nostri giorni, una forma d’arte espressiva, uno yoga dinamico che coinvolge tutto il corpo, dagli occhi ai piedi, squisitamente codificata dai saggi antichi per il beneficio di corpo e anima.
L'Allaripu è una danza simbolica, dove la danzatrice offre il proprio corpo come un fiore dai mille petali. Questa coreografia viene accompagnata dal sollukuttu, vocalizzazione tipica della danza indiana.
Danza Contemporanea "Speaking in Tongues IV" (5'00'') Musica: Sheila Chandra | Coreografia: Maresa Moglia
Ho voluto estendere i confini tra stili diversi di danza. L'idea sorge da una tecnica indiana di vocalizzazione, corrispondente ai ritmi usati nel vocabolario della danza classica indiana. Ho eliminato il vocabolario classico di questa danza, eccetto piccoli frammenti, cercando di tessere un collage puramente emotivo di suono e movimento che rende la coreografia come una catena di movimenti con tecniche che si rimandano, intersecandosi l'una all'interno dell'altra.
Danza del ventre "Tabla" (2'43'') Musica: Artem Uzunov – Live & Dance | Coreografia: Natasha Priymak
La darbuka (o tabla araba) è protagonista assoluta di questa traccia tecnica e ritmica. Quando la musica è solo percussiva, nella danza orientale si entra nel drum solo — uno dei momenti più virtuosistici dello stile. La coreografia fonde la precisione degli accenti tipica del drum solo egiziano con la velocità e lo spettacolo dello stile turco.
Danza Classica Indiana Bharata Natyam: "Kaveri" (8'46'') Musica tradizionale | Coreografia: Krishnaveni Lakshmanan
Il fiume Kaveri, uno dei sette fiumi sacri dell'India, viene adorato come una Dea. Questa composizione descrive il Kaveri come un sacro essere femminile, vestito dei petali che cadono nei flutti. Canta attraverso il ronzio delle api, vede attraverso gli occhi dei pesci e danza gioiosamente attraverso i Pavoni sulle sue rive.
Danza del ventre "Baladi Ruh" (6'00'') Musica: Orquesta Oriental Al Kamar | Coreografia: Arun Bhardwaj (India)
Questo pezzo appartiene all’universo della musica orientale classica di ispirazione egiziana, con forti elementi di baladi e orchestrazione da raqs sharqi (belly dance classica).Il termine “Ruh” in arabo significa “anima” o “spirito”, richiamando qualcosa di molto emotivo e profondo. La coreografia si sviluppa nello stile del Taksim Baladi:
• Taqsim/Taksim - improvvisazione musicale solista
• Baladi -“popolare”, “del popolo”, “del paese”
È un'improvvisazione emotiva e radicata nella tradizione popolare egiziana, uno dei momenti più intensi e autentici di quest'arte. Arun Bhardwaj, pur partendo dalla base egiziana, porta linee contemporanee e una sensibilità fusion. La coreografia è stata creata appositamente per Natasha.
Danza Contemporanea "Tutto l'universo obbedisce all'amore" (5'00'') Musica: Franco Battiato | Coreografia: Maresa Moglia
Danza Classica Indiana Bharata Natyam "Durga Thillana" (10'00'') Musica tradizionale | Coreografia: Krishnaveni Lakshmanan
Composta principalmente di danza pura, con ripetizioni a velocità sempre più elevata e con intrecci di ritmi e passi, la thillana comprende un momento di raccoglimento durante il quale viene cantata una breve poesia dedicata a Krishna.
Krishna mio, dolci occhi di loto, il mio canto volge lodi a Te, che dal flauto di gemme rifulgenti trai un'onda che s'insinua dentro me. Candida Luna di Vraja, avvolgi coi Tuoi raggi di limpida freschezza questa umile devota.
Chiusura con le Danze Gioise Khaita
Khaita significa "Armonia nello spazio": l'obiettivo è promuovere attraverso la danza l'armonia, sia nell'individuo che fra le persone e il loro ambiente.
Le Danze Khaita sono state elaborate da Chögyal Namkhai Norbu insieme ai suoi studenti sulla base di canzoni moderne interpretate da giovani artisti tibetani. Alcune seguono i modelli della tradizione tibetana, mentre altre hanno uno stile più moderno ed originale: in queste ultime i movimenti sono un'espressione dei testi cantati.
Gli argomenti di cui trattano le canzoni selezionate da Rinpoche per le raccolte Khaita non appartengono solo alla cultura tibetana ma rappresentano il cuore di ogni cultura, sono valori importanti per tutta l'umanità, come l'amore per la propria terra, l'importanza di mantenere la propria lingua e cultura, il desiderio di superare le frontiere e la separazione fra gruppi ed etnie diverse e quello di mantenere e diffondere la pace nel mondo.
A seguire Aperitivo al tramonto